martedì 8 marzo 2011
FESTA DELLA DONNA...un po' di storia
Perchè la Mimosa alla Festa delle Donne?
L'UDI (Unione Donne Italiane) si pose il problema di trovare un fiore che potesse contraddistinguere questa Giornata speciale,la scelta cadde sulla Mimosa che fiorisce proprio in quel periodo ed era facilmente reperibile.
lunedì 7 marzo 2011
Carnevale...origini
Le origini della festa sono religiose, infatti il Carnevale è collegato direttamente alla Pasqua, che cade sempre la domenica dopo il primo plenilunio (luna piena) di primavera.
Dalla Pasqua si sottraggono 6 settimane (di cui 5 sono di Quaresima) e la settimana precedente ad esse è quella in cui si festeggia il Carnevale.
Questa parola deriva forse dal latino medievale "carnem levare", cioè "togliere la carne" dalla dieta, in osservanza al divieto cattolico di mangiare carne durante la Quaresima.
Protagoniste del Carnevale da sempre sono le Maschere classiche più conosciute. Pare che la più antica fra queste sia Arlecchino, originario di Bergamo. Nel secolo XVI da Venezia venne la maschera di Pantalone e da Napoli Pulcinella, seguiti dal Dottor Balanzone di Bologna.
Gli altri famosi personaggi del Carnevale italiano vengono da Torino (Gianduia), da Firenze (Stenterello), da Bergamo ancora (Brighella) e da Venezia il personaggio femminile più famoso che è Colombina.
sabato 5 marzo 2011
AUGURI ITALIA
150 anni dell'unità d'Italia.. un bellissimo video per augurare ed augurarci
sempre più democrazia e libertà!
sempre più democrazia e libertà!
venerdì 4 marzo 2011
INNO NAZIONALE
L'inno di Mameli...Fratelli d'Italia…
Dobbiamo alla città di Genova Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli. Scritto nell'autunno del 1847 dall'allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l'Austria. L'immediatezza dei versi e l'impeto della melodia ne fecero il più amato canto dell'unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi. Non a caso Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani - e non alla Marcia Reale - il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese. Fu quasi naturale, dunque, che il 12 ottobre 1946 l'Inno di Mameli divenisse l'inno nazionale della Repubblica Italiana.
Il poeta
Goffredo Mameli dei Mannelli nasce a Genova il 5 settembre 1827. Studente e poeta precocissimo, di sentimenti liberali e repubblicani, aderisce al mazzinianesimo nel 1847, l'anno in cui partecipa attivamente alle grandi manifestazioni genovesi per le riforme e compone Il Canto degli Italiani. D'ora in poi, la vita del poeta-soldato sarà dedicata interamente alla causa italiana: nel marzo del 1848, a capo di 300 volontari, raggiunge Milano insorta, per poi combattere gli Austriaci sul Mincio col grado di capitano dei bersaglieri. Dopo l'armistizio Salasco, torna a Genova, collabora con Garibaldi e, in novembre, raggiunge Roma dove, il 9 febbraio 1849, è proclamata la Repubblica. Nonostante la febbre, è sempre in prima linea nella difesa della città assediata dai Francesi: il 3 giugno è ferito alla gamba sinistra, che dovrà essere amputata per la sopraggiunta cancrena. Muore d'infezione il 6 luglio, alle sette e mezza del mattino, a soli ventidue anni.
Le sue spoglie riposano nel Mausoleo Ossario del Gianicolo.
Il musicista
Michele Novaro nacque il 23 ottobre 1818 a Genova, dove studiò composizione e canto. Nel 1847 è a Torino, con un contratto di secondo tenore e maestro dei cori dei Teatri Regio e Carignano. Convinto liberale, offrì alla causa dell'indipendenza il suo talento compositivo, musicando decine di canti patriottici e organizzando spettacoli per la raccolta di fondi destinati alle imprese garibaldine. D’indole modesta, non trasse alcun vantaggio dal suo inno più famoso, neanche dopo l'Unità. Tornato a Genova, fra il 1864 e il 1865 fondò una Scuola Corale Popolare, alla quale avrebbe dedicato tutto il suo impegno. Morì povero, il 21 ottobre 1885, e lo scorcio della sua vita fu segnato da difficoltà finanziarie e da problemi di salute. Per iniziativa dei suoi ex allievi, gli fu eretto un monumento funebre nel cimitero di Staglieno, dove oggi riposa vicino alla tomba di Mazzini.
Come nacque l'inno
La testimonianza più nota è quella resa, seppure molti anni più tardi, da Carlo Alberto Barrili, patriota e poeta, amico e biografo di Mameli. Siamo a Torino: "Colà, in una sera di mezzo settembre, in casa di Lorenzo Valerio, fior di patriota e scrittore di buon nome, si faceva musica e politica insieme. Infatti, per mandarle d'accordo, si leggevano al pianoforte parecchi inni sbocciati appunto in quell'anno per ogni terra d'Italia, da quello del Meucci, di Roma, musicato dal Magazzari - Del nuovo anno già l'alba primiera - al recentissimo del piemontese Bertoldi - Coll'azzurra coccarda sul petto - musicata dal Rossi. In quel mezzo entra nel salotto un nuovo ospite, Ulisse Borzino, l'egregio pittore che tutti i miei genovesi rammentano. Giungeva egli appunto da Genova; e voltosi a Novaro, con un foglietto che aveva cavato di tasca in quel punto: - To' gli disse, te lo manda Goffredo. - Novaro apre il foglietto, legge, e si commuove. Gli chiedono tutti cosa fosse, gli fan ressa d'attorno. - Una cosa stupenda! - esclama il maestro; e legge ad alta voce, e solleva ad entusiasmo tutto il suo uditorio. - Io sentii - mi diceva il Maestro nell'aprile del '75, avendogli io chiesto notizie dell'Inno, per una commemorazione che dovevo tenere del Mameli - io sentii dentro di me qualche cosa di straordinario, che non saprei definire adesso, con tutti i ventisette anni trascorsi. So che piansi, che ero agitato, e non potevo star fermo. Mi posi al cembalo, con i versi di Goffredo sul leggio, e strimpellavo, assassinavo con le dita convulse quel povero strumento, sempre con gli occhi all'inno, mettendo giù frasi melodiche, una sull'altra, ma lungi mille miglia dall'idea che potevano adattarsi a quelle parole. Mi alzai scontento di me; mi trattenei ancora un po' in casa Valerio, ma sempre con quei versi davanti agli occhi della mente. Vidi che non c'era rimedio, presi congedo e corsi a casa. Là, senza neppure levarmi il cappello, mi buttai al pianoforte. Mi tornò alla memoria il motivo strimpellato in casa Valerio, lo scrissi su di un foglio di carta, il primo che mi venne alle mani: nella mia agitazione rovesciai la lucerna sul cembalo e, per conseguenza, anche sul povero foglio; fu questo l'originale dell'inno Fratelli d'Italia”.
ASCOLTIAMOLO...
Dobbiamo alla città di Genova Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli. Scritto nell'autunno del 1847 dall'allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l'Austria. L'immediatezza dei versi e l'impeto della melodia ne fecero il più amato canto dell'unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi. Non a caso Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani - e non alla Marcia Reale - il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese. Fu quasi naturale, dunque, che il 12 ottobre 1946 l'Inno di Mameli divenisse l'inno nazionale della Repubblica Italiana.
Il poeta
Goffredo Mameli dei Mannelli nasce a Genova il 5 settembre 1827. Studente e poeta precocissimo, di sentimenti liberali e repubblicani, aderisce al mazzinianesimo nel 1847, l'anno in cui partecipa attivamente alle grandi manifestazioni genovesi per le riforme e compone Il Canto degli Italiani. D'ora in poi, la vita del poeta-soldato sarà dedicata interamente alla causa italiana: nel marzo del 1848, a capo di 300 volontari, raggiunge Milano insorta, per poi combattere gli Austriaci sul Mincio col grado di capitano dei bersaglieri. Dopo l'armistizio Salasco, torna a Genova, collabora con Garibaldi e, in novembre, raggiunge Roma dove, il 9 febbraio 1849, è proclamata la Repubblica. Nonostante la febbre, è sempre in prima linea nella difesa della città assediata dai Francesi: il 3 giugno è ferito alla gamba sinistra, che dovrà essere amputata per la sopraggiunta cancrena. Muore d'infezione il 6 luglio, alle sette e mezza del mattino, a soli ventidue anni.
Le sue spoglie riposano nel Mausoleo Ossario del Gianicolo.
Il musicista
Michele Novaro nacque il 23 ottobre 1818 a Genova, dove studiò composizione e canto. Nel 1847 è a Torino, con un contratto di secondo tenore e maestro dei cori dei Teatri Regio e Carignano. Convinto liberale, offrì alla causa dell'indipendenza il suo talento compositivo, musicando decine di canti patriottici e organizzando spettacoli per la raccolta di fondi destinati alle imprese garibaldine. D’indole modesta, non trasse alcun vantaggio dal suo inno più famoso, neanche dopo l'Unità. Tornato a Genova, fra il 1864 e il 1865 fondò una Scuola Corale Popolare, alla quale avrebbe dedicato tutto il suo impegno. Morì povero, il 21 ottobre 1885, e lo scorcio della sua vita fu segnato da difficoltà finanziarie e da problemi di salute. Per iniziativa dei suoi ex allievi, gli fu eretto un monumento funebre nel cimitero di Staglieno, dove oggi riposa vicino alla tomba di Mazzini.
Come nacque l'inno
La testimonianza più nota è quella resa, seppure molti anni più tardi, da Carlo Alberto Barrili, patriota e poeta, amico e biografo di Mameli. Siamo a Torino: "Colà, in una sera di mezzo settembre, in casa di Lorenzo Valerio, fior di patriota e scrittore di buon nome, si faceva musica e politica insieme. Infatti, per mandarle d'accordo, si leggevano al pianoforte parecchi inni sbocciati appunto in quell'anno per ogni terra d'Italia, da quello del Meucci, di Roma, musicato dal Magazzari - Del nuovo anno già l'alba primiera - al recentissimo del piemontese Bertoldi - Coll'azzurra coccarda sul petto - musicata dal Rossi. In quel mezzo entra nel salotto un nuovo ospite, Ulisse Borzino, l'egregio pittore che tutti i miei genovesi rammentano. Giungeva egli appunto da Genova; e voltosi a Novaro, con un foglietto che aveva cavato di tasca in quel punto: - To' gli disse, te lo manda Goffredo. - Novaro apre il foglietto, legge, e si commuove. Gli chiedono tutti cosa fosse, gli fan ressa d'attorno. - Una cosa stupenda! - esclama il maestro; e legge ad alta voce, e solleva ad entusiasmo tutto il suo uditorio. - Io sentii - mi diceva il Maestro nell'aprile del '75, avendogli io chiesto notizie dell'Inno, per una commemorazione che dovevo tenere del Mameli - io sentii dentro di me qualche cosa di straordinario, che non saprei definire adesso, con tutti i ventisette anni trascorsi. So che piansi, che ero agitato, e non potevo star fermo. Mi posi al cembalo, con i versi di Goffredo sul leggio, e strimpellavo, assassinavo con le dita convulse quel povero strumento, sempre con gli occhi all'inno, mettendo giù frasi melodiche, una sull'altra, ma lungi mille miglia dall'idea che potevano adattarsi a quelle parole. Mi alzai scontento di me; mi trattenei ancora un po' in casa Valerio, ma sempre con quei versi davanti agli occhi della mente. Vidi che non c'era rimedio, presi congedo e corsi a casa. Là, senza neppure levarmi il cappello, mi buttai al pianoforte. Mi tornò alla memoria il motivo strimpellato in casa Valerio, lo scrissi su di un foglio di carta, il primo che mi venne alle mani: nella mia agitazione rovesciai la lucerna sul cembalo e, per conseguenza, anche sul povero foglio; fu questo l'originale dell'inno Fratelli d'Italia”.
ASCOLTIAMOLO...
martedì 1 marzo 2011
I MIEI POETI
VORREI LA PACE
Vorrei un mondo dove
ogni Nazione dove
ogni Popolo e Religione
fossero uniti
da un solo colore,
dove la guerra
fosse solo un lontano ricordo.
Vorrei che il Mondo intero
si unisse
con una calda
stretta di mano.
Vorrei....Vorrei la PACE!
ALESSANDRO CINQUE IVC

LA MIA MAMMA
La mia mamma,
è molto dolce,
dolce come il miele,
che mangiato a colazione
rallegra la situazione,
vivace come un bambino
che non fa il bravo nel suo lettino.
Allegra come una giornata di sole
che ci mette su di umore.
Un abbraccio alla mia mamma
che mi consola e non mi inganna.
VITTORIA GIRAUD BALDI IV C

IL PASSEROTTO
Passerotto grazioso
sempre gioioso
che spensierato
t’innalzi dal prato.
Nell’aria volteggi
e festoso gorgheggi
ridi con le farfalle
ti nascondi fra foglie gialle.
Tu sei tenero come un bambino
che abbraccia il suo fratellino
morbido come un cuscino
che ti riscalda nel lettino.
GRAZIA SORRENTINO IV C

KIRU’
Ho un amico birichino
sembra proprio un bel bambino,
gioca salta all’impazzata
e mi lascia strapazzata.
Quattro zampe ha il mio bambino,
ma è solo un cagnolino
è un’amica un po’ speciale,
è proprio eccezionale.
E’ il mio amico ideale,
anche se non sa parlare
lo capisco solo io
perché Kirù l’ho trovato io!
CATERINA SOLIMENE IV C

LA BAMBINA TRISTE
Quella bambina con la bambola in mano,
gioca da sola con un sette nano.
Con gli occhi azzurri come il mare
che voleva solo ballare.
Mi chiese se volevo giocare
ma non potevo stare.
Perché dovevo andare
a palla a volo
così la salutai prima di prendere il volo
TERESA VANACORE IV D

ARCOBALENO
Amico di tutti i bambini
fai sognare grande e piccini.
I tuoi coloro brillano nel cielo con gli uccellini
riempiendo di gioia i nostri cuoricini
e dopo un acquazzone
fai brillar tutte le zone.
GIUSEPPE STAIANO IV D

SVOLAZZANDO
Uccello, uccellino
che svolazzi sempre nel giardino,
voli di qua, voli di la’
a mangiare qualche semino
di buon ora ogni mattina,
voli vicino alla mia casettina
e sento forte la tua vocina.
E di sera quando il sole, sta tramontando,
corri via volando,
a cercare in fretta e furia
un posto dove tu non possa aver paura.
A sera tardi, il fruscio delle foglie,
dolcemente ti accoglie.
DANILO CAFIERO IV D

Vorrei un mondo dove
ogni Nazione dove
ogni Popolo e Religione
fossero uniti
da un solo colore,
dove la guerra
fosse solo un lontano ricordo.
Vorrei che il Mondo intero
si unisse
con una calda
stretta di mano.
Vorrei....Vorrei la PACE!
ALESSANDRO CINQUE IVC
LA MIA MAMMA
La mia mamma,
è molto dolce,
dolce come il miele,
che mangiato a colazione
rallegra la situazione,
vivace come un bambino
che non fa il bravo nel suo lettino.
Allegra come una giornata di sole
che ci mette su di umore.
Un abbraccio alla mia mamma
che mi consola e non mi inganna.
VITTORIA GIRAUD BALDI IV C
IL PASSEROTTO
Passerotto grazioso
sempre gioioso
che spensierato
t’innalzi dal prato.
Nell’aria volteggi
e festoso gorgheggi
ridi con le farfalle
ti nascondi fra foglie gialle.
Tu sei tenero come un bambino
che abbraccia il suo fratellino
morbido come un cuscino
che ti riscalda nel lettino.
GRAZIA SORRENTINO IV C
KIRU’
Ho un amico birichino
sembra proprio un bel bambino,
gioca salta all’impazzata
e mi lascia strapazzata.
Quattro zampe ha il mio bambino,
ma è solo un cagnolino
è un’amica un po’ speciale,
è proprio eccezionale.
E’ il mio amico ideale,
anche se non sa parlare
lo capisco solo io
perché Kirù l’ho trovato io!
CATERINA SOLIMENE IV C
LA BAMBINA TRISTE
Quella bambina con la bambola in mano,
gioca da sola con un sette nano.
Con gli occhi azzurri come il mare
che voleva solo ballare.
Mi chiese se volevo giocare
ma non potevo stare.
Perché dovevo andare
a palla a volo
così la salutai prima di prendere il volo
TERESA VANACORE IV D
ARCOBALENO
Amico di tutti i bambini
fai sognare grande e piccini.
I tuoi coloro brillano nel cielo con gli uccellini
riempiendo di gioia i nostri cuoricini
e dopo un acquazzone
fai brillar tutte le zone.
GIUSEPPE STAIANO IV D
SVOLAZZANDO
Uccello, uccellino
che svolazzi sempre nel giardino,
voli di qua, voli di la’
a mangiare qualche semino
di buon ora ogni mattina,
voli vicino alla mia casettina
e sento forte la tua vocina.
E di sera quando il sole, sta tramontando,
corri via volando,
a cercare in fretta e furia
un posto dove tu non possa aver paura.
A sera tardi, il fruscio delle foglie,
dolcemente ti accoglie.
DANILO CAFIERO IV D
venerdì 14 gennaio 2011
GIOCARE....CON LE PAROLE
GRAZIETTINA LEGGITUTTO
Graziettina leggitutto
ha letto proprio tutto,
ha letto la poesia, ha letto la filastrocca
che parlava di un'albicocca.
Ha letto il testo, ha letto anche l'etichetta
della sua maglietta,
ha letto i cartelli, ha letto il manifesto
che era funesto.
Ha letto il pensiero ad un amico
che si mangiava un fico.
GRAZIA SORRENTINO

GIOVANNINO ROMPITUTTO
Giovannino rompitutto
ha rotto il piatto del prosciutto
ha rotto l'astuccio, i pastelli,
ha rotto perfino i pennarelli
ha rotto il vaso al vicino
ha rotto il piede a suo cugino
ha rotto un vestito importante
ha rotto anche una pietra pesante
ha rotto proprio tutto
le scatole soprattutto.
GAETANO DE GENNARO

ANTONIO COPIATUTTO
Antonio copiatutto
ha copiato proprio tutto
ha copiato suo fratello
che faceva un video troppo bello
ha copiato Gaetano
che parlava solo napoletano
ha copiato Francesco
che era un manesco
ha copiato una spia
ma non la sua allegria.
ANTONIO GUIDA

GIOVANNINO INCARTATUTTO
Giovannino incartatutto
ha incartato un prosciutto,
ha incartato un vaso,
insieme al suo amico Tommaso
ha incartato delle ali
con delle carte speciali
ha incartato una bambolina
insieme alla sua copertina
ha incartato uno specchio
che era proprio vecchio.
Ha incartato proprio tutto anche la curiosità
furchè la sua bontà.
ROSA SAVARESE

GIOVANNINO AVVISTATUTTO
Giovannino avvistatutto
ha visto un uomo brutto
ha visto un cavallo
che parlava come un pappagallo
ha visto un castello
con un principe bello
ha visto una penna
che sembava un'antenna
ha visto una lavagna
che sembrava una castagna
ha visto un signore
che volava come un aquilone
ha visto proprio tutto
anche un buon piatto di prosciutto.
VITTORIA PACE

GIOVANNINO SPRECATUTTO
Giovannino sprecatutto
ha sprecato l'acqua lete
per liberarsi dalla sete
ha sprecato tutta la carta
per mandare messaggi all'amica Marta
ha specato tutti i suoi soldi
per comprare panini caldi
ha sprecato tutto ciò che aveva
e poi, purtroppo, triste diventava.
ROBERTO RICHIELLO

FLAVIO MANGIATUTTO
Flavio mangiatutto
ha mangiato un piatto di prosciutto
ha mangiato un enorme dolcetto
ha mangiato un bambino
ha mangiato Giovannino
ha mangiato un alberello
con tutto il carrello
ha mangiato una ghigliottina
e si è mozzata la lingua a Flavio poverino
GABRIELE VITALE

GIOVANNINO RUBATUTTO
Giovannino rubatutto
ruba il sacco del prosciutto
ruba la casa del vicino
che stava facendo un pisolino
ruba la barca ruba il maglioncino
ruba persino il suo micino
ruba una testa
ed arriva la tempestarub proprio tutto
e non gli è rimasto più niente soprattutto.
ANTONELLA ARPINO

GIOVANNINO AGGIUSTATUTTO
Giovannino aggiustatutto
ha aggiustato proprio tutto
ha aggiustato il lampadario, il comodino,
ha aggiustato anche il lettino
ha aggiustato il tamburo, ha aggiustato la scrivania
ed ha aggiustato il tetto della zia
ha aggiustato la sedia, ha aggiustato l'ombrello
ed ha aggiustato il cappello del nonno Lello.
Ha aggiustato proprio tutto anche il piatto di Mattia
fuorchè la sua simpatia.
VITTORIA GIRAUD BALDI
Graziettina leggitutto
ha letto proprio tutto,
ha letto la poesia, ha letto la filastrocca
che parlava di un'albicocca.
Ha letto il testo, ha letto anche l'etichetta
della sua maglietta,
ha letto i cartelli, ha letto il manifesto
che era funesto.
Ha letto il pensiero ad un amico
che si mangiava un fico.
GRAZIA SORRENTINO
GIOVANNINO ROMPITUTTO
Giovannino rompitutto
ha rotto il piatto del prosciutto
ha rotto l'astuccio, i pastelli,
ha rotto perfino i pennarelli
ha rotto il vaso al vicino
ha rotto il piede a suo cugino
ha rotto un vestito importante
ha rotto anche una pietra pesante
ha rotto proprio tutto
le scatole soprattutto.
GAETANO DE GENNARO
ANTONIO COPIATUTTO
Antonio copiatutto
ha copiato proprio tutto
ha copiato suo fratello
che faceva un video troppo bello
ha copiato Gaetano
che parlava solo napoletano
ha copiato Francesco
che era un manesco
ha copiato una spia
ma non la sua allegria.
ANTONIO GUIDA
GIOVANNINO INCARTATUTTO
Giovannino incartatutto
ha incartato un prosciutto,
ha incartato un vaso,
insieme al suo amico Tommaso
ha incartato delle ali
con delle carte speciali
ha incartato una bambolina
insieme alla sua copertina
ha incartato uno specchio
che era proprio vecchio.
Ha incartato proprio tutto anche la curiosità
furchè la sua bontà.
ROSA SAVARESE
GIOVANNINO AVVISTATUTTO
Giovannino avvistatutto
ha visto un uomo brutto
ha visto un cavallo
che parlava come un pappagallo
ha visto un castello
con un principe bello
ha visto una penna
che sembava un'antenna
ha visto una lavagna
che sembrava una castagna
ha visto un signore
che volava come un aquilone
ha visto proprio tutto
anche un buon piatto di prosciutto.
VITTORIA PACE
GIOVANNINO SPRECATUTTO
Giovannino sprecatutto
ha sprecato l'acqua lete
per liberarsi dalla sete
ha sprecato tutta la carta
per mandare messaggi all'amica Marta
ha specato tutti i suoi soldi
per comprare panini caldi
ha sprecato tutto ciò che aveva
e poi, purtroppo, triste diventava.
ROBERTO RICHIELLO
FLAVIO MANGIATUTTO
Flavio mangiatutto
ha mangiato un piatto di prosciutto
ha mangiato un enorme dolcetto
ha mangiato un bambino
ha mangiato Giovannino
ha mangiato un alberello
con tutto il carrello
ha mangiato una ghigliottina
e si è mozzata la lingua a Flavio poverino
GABRIELE VITALE
GIOVANNINO RUBATUTTO
Giovannino rubatutto
ruba il sacco del prosciutto
ruba la casa del vicino
che stava facendo un pisolino
ruba la barca ruba il maglioncino
ruba persino il suo micino
ruba una testa
ed arriva la tempestarub proprio tutto
e non gli è rimasto più niente soprattutto.
ANTONELLA ARPINO
GIOVANNINO AGGIUSTATUTTO
Giovannino aggiustatutto
ha aggiustato proprio tutto
ha aggiustato il lampadario, il comodino,
ha aggiustato anche il lettino
ha aggiustato il tamburo, ha aggiustato la scrivania
ed ha aggiustato il tetto della zia
ha aggiustato la sedia, ha aggiustato l'ombrello
ed ha aggiustato il cappello del nonno Lello.
Ha aggiustato proprio tutto anche il piatto di Mattia
fuorchè la sua simpatia.
VITTORIA GIRAUD BALDI
venerdì 7 gennaio 2011
150 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA
L' Epifania tutte le feste porta via...
L' Epifania tutte le feste porta via... un vecchio detto che però rispecchia la verità! Anche per quest'anno le vacanze di Natale sono finite e, come al solito, molto velocemente. Sembra ieri che abbiamo cominciato a stare a casa, invece è già terminato tutto... poi quest'anno non possiamo lamentarci visto che abbiamo fatto due settimane e mezzo a casa, ma ricominciare sarà davvero tragica! Si ritorna alla vita normale, quella di tutti i giorni, composta da lavoro e ogni tanto anche divertimento... quello non deve mai mancare!!!
Vi aspetto per ricominciare a studiare e a .......divertirci insieme.
Vi aspetto per ricominciare a studiare e a .......divertirci insieme.
giovedì 6 gennaio 2011
mercoledì 5 gennaio 2011
martedì 4 gennaio 2011
lunedì 3 gennaio 2011
Leggenda della Befana
La Befana si festeggia il giorno dell'Epifania, una festa religiosa che ricorre il 6 Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino.
Tre re (i Re Magi), Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra. Attraversarono molti paesi seguendo una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all'ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli. Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo motivo la vecchina non vide Gesù Bambino.
Da allora, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.
Tre re (i Re Magi), Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra. Attraversarono molti paesi seguendo una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all'ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli. Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo motivo la vecchina non vide Gesù Bambino.
Da allora, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.
domenica 2 gennaio 2011
Storia della Befana
La Befana è nel nostro immaginario una vecchietta che porta doni ai bambini la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Le sue origini sono frutto di credenze popolari e tradizioni cristiane.
La Befana infatti porta i doni in ricordo di quelli offerti al Bambino Gesù dai Re Magi. La sua rappresentazione è ormai la stessa da tempo quasi infinito: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto assortito da coloratissime toppe.
La filastrocca a lei dedicata descrive bene il suo abbigliamento:
" La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana viva viva la Befana! "
La notte tra il 5 ed il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, passa sopra i tetti delle case e, calandosi dai camini, distribuisce nelle calze lasciate appese dai bambini, giocattoli, cioccolatini e caramelle.
Non mancano comunque carbone e cenere per chi ha fatto troppi capricci durante l'anno.
E' tradizione lasciare alla Befana un piattino con un mandarino o un'arancia con un bicchiere di vino in modo che si possa rifocillare.
Il mattino successivo insieme ai regali i bambini troveranno il pasto consumato e l'impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.
sabato 1 gennaio 2011
venerdì 31 dicembre 2010
martedì 28 dicembre 2010
I sogni......
IL MIO SOGNO ANTONELLA ARPINO IV C
Il mio sogno a occhi aperti è di andare nello spazio con tanti meteoriti e tante navicelle con dentro due omini verdi con tre occhi che mi vengono a salvare e mi portano su Marte dove c'è una stella che sarebbe il trono. All’improvviso tanti omini verdi me li ritrovo davanti e a coro dicono: "Lei è la nostra regina, la portiamo a fare un giro sullo skate ".
Ho fatto il giro di tutto il pianeta con dietro gli omini che mi seguivano poi sono atterrata in Italia e gli omini "Addio"dissero in coro.
IL MIO SOGNO MARIAROSARIA SORRENTINO IV C
Mi chiamo Mariarosaria e il mio sogno e’ che mia mamma e mio padre mi comprassero un cavallo ed ogni giorno lo cavalcherei e lo porterei in montagna o in città.
Per me sarebbe un sogno indimenticabile avere un animale,io chiedo sempre a mia mamma-“Mamma mi compri un animale?”
Lei mi risponde sempre no perché dice che noi in casa ci stiamo poco.
Io non vorrei solo il cavallo per animale ma vorrei anche un cane e un gatto.
Un altro sogno è quello di trovare un gatto in mezzo alla strada .
Il 1° maggio del 2010 sul serio ho trovato un gatto e mia mamma me l’ha fatto adottare.
Il sogno di tornare a vedere MILANO VITTORIA AUGUSTA PACE IV D
Io vorrei tanto tornare a vedere Milano perché lì mi divertivo molto e qualche notte sogno di ritornarci.
Il mio papà ha vissuto a Milano per molti anni ed io andavo a trovarlo spesso, lui mi faceva trovare la casa piena di regali ed io ero proprio felice.
Con mia sorella giocavamo nel parco sotto casa, un parco pieno di giostre, con centro un laghetto con i cigni e le anatre seguite dalla fila dei loro figlioletti anatroccoli. D’inverno era tutto pieno di neve e mi sembrava di stare nella foresta incantata.
Quando si andava in centro mi sembrava di essere a New York e quando tornavo a Vico avevo tante cose da raccontare. Sì, il mio sogno è rivedere Milano.

Il mio sogno ALESSANDRA CICALESE IV D
Mi chiamo Alessandra e vorrei parlarvi del mio più grande sogno. Il mio sogno è avere un cane con cui giocare, andare a spasso nei giardinetti, dargli da mangiare, bere, fargli il bagno...
Questo cagnolino lo desidero tanto perché quando sono sola lui potrebbe farmi compagnia. Vorrei fosse una femmina, infatti, la chiamerei Lilli.
Desidererei tanto che mi saltasse addosso per giocare insieme. Le farei il bagnetto, le comprerei una bellissima cuccia e le crocchette. Questo sogno è cresciuto vedendo un programma televisivo: "Missione Cuccioli", dove tanti bimbi come me pregano i genitori di prendere un cane. Spero che il mio sogno possa realizzarsi e ricevere il cucciolo che ho sempre desiderato.

Il mio sogno reale. VITTORIA SOMMA IV D
Io ho sognato che al mio compleanno mi hanno regalato una bici dei pastelli e abbiamo giocato a nascondino poi abbiamo mangiato le patatine ecc. Poi ho sognato di andare bene a scuola, di leggere, di fare bene i compiti e di non fare arrabbiare mamma e papà. Da grande voglio fare la parrucchiera, voglio stare con i miei amici e scherzare con loro. Ho sognato una cosa davvero bella. Ho sognato di avere un foglio e una matita, con una gomma e quando disegnavo una cosa, diventava realtà. Potevo disegnare tutto quello che volevo. E ho disegnato soprattutto tanti amici con cui giocare tutti i giorni e divertirmi tanto. Ho sognato di fare un disegno tanto bello, colorato e con tanti cuori, su un foglio tanto grande dove potevo disegnare e colorare quanto volevo. Ho disegnato una casa piena di fiori, tutta profumata e rosa, come i confetti di quando qualcuno fa la comunione o si sposa. Ho disegnato tante cose che adesso non me le ricordo più. Tanti sogni tutti messi insieme. Ho sognato di vivere in un parco giochi tanto grande, con tantissime giostre e di vivere li. Ho sognato di avere un castello grandissimo dove ci sta un Mc Donald dove mangiare sempre perché mi piace tanto. Di avere un letto grandissimo con tanti pupazzi tutti diversi, tutti bellissimi da coccolare mentre dormo. Ho sognato di stare con la mia amica, Vittoria. Di stare tutti i giorni con lei e vivere, mangiare, dormire con lei come due sorelline. Ho sognato tante, tante cose però poi alla fine mi sono svegliata nel mio letto caldo... Un po' triste perché il sogno era finito.

Il mio sogno FRANCESCA DI PALMA IV D
Quest'anno sono riuscita ad esaudire uno dei miei desideri, andare ad imparare la ginnastica artistica. Mi immagino al centro di una pista esibirmi con il nastro, danzare come una farfalla, maneggiare la palla da ginnasta con la leggerezza di un fiore. Sto imparando piano piano a fare i movimenti delle ginnaste, a volte quando le vedo in televisione danzare, perché per me quei movimenti che loro fanno sono proprio di danza, sogno di essere lì in mezzo a loro. A volte a casa indosso il mio body e con un nastro improvviso balletti, ripeto i movimenti che vedo fare e chissà un giorno anche io piena di lustrini nel mio body colorato mi esibirò nella "mia ginnastica artistica".

Il mio sogno più bello... RICHIELLO ROBERTO IV
Il mio sogno più bello, che desidero tanto realizzare, è andare in crociera con mamma, papà e la mia sorellina. Mi piacerebbe perché si può guardare tutto il mare e se si è fortunati puoi vedere i delfini che saltano tra le onde del mare.
Si possono visitare posti lontani, anzi, lontanissimi senza stressarsi per il viaggio perché c'è il capitano che guida sempre lui. Quando è notte ci si riposa, ma la nave continua a navigare fino al mattino. Al tuo risveglio ti ritrovi in posti diversi. Sulla nave è tutto molto bello, ci sono le piscine e ognuno ha una cabina tutta per sé.

Mi piacerebbe andare in Tunisia perché mia nonna che c'è stata mi ha raccontato che il mare è bellissimo, cristallino, e con tante specie di pesci che dove viviamo noi non esistono. Poi mi piacerebbe andare in Egitto per poter andare su un cammello. Mi piacerebbe anche viaggiare nel mare della Liguria per visitare l'acquario di Genova.
Sulla nave si possono mangiare tanti piatti prelibati, cucinati dagli chef; tutti sono gentili con i turisti e lavorano per te!
L’anno prossimo quando la mia sorellina sarà un po' più grande papà mi ha promesso che ci porterà in crociera e sono sicuro che sarà la vacanza più bella della mia vita.

IL MIO SOGNO VANACORE ARIANNA IV D
Il mio sogno più grande è quello di essere brava a scuola e di essere molto ricca per aiutare le persone povere. Costruirei nei loro paesi tante case, scuole e ospedali così non morirebbero più i bambini.
Se avessi così tanti soldi, aiuterei anche i cani e i gatti abbandonati.
Costruirei un canile enorme con tantissimo spazio per far correre e giocarci cani e anche un “gattile” dove metterei tutti i gatti così non finirebbero sotto le macchine. E dopo aver aiutato tutti, penserei anche a me. Con gli ultimi soldi rimasti, costruirei un palazzo grande per tutta la mia famiglia, con un piano solo per me e i miei giocattoli, un giardino con piscina e tanto spazio per giocare con i miei amici.

Il mio sogno VITTORIA GIRAUD BALDI IV C
Sono Vittoria e il mio sogno più grande è di avere una casa grande e un fratellino o una sorellina.
Parecchie volte sogno ad occhi aperti e immagino, sarebbe proprio bello. La cosa che mi rattrista
È che quasi tutti lo hanno, sono l’unica a non aver nessuno con cui giocare a casa. Lo chiedo
Anche a mamma ma lei cambia discorso, però sono lo stesso contenta perché la mia amica Maria è come una sorellina ed ho un sacco di amiche che mi vogliono bene, anche mia cugina è una sorella maggiore per me ma io continuo a dire alla mia mamma che voglio una sorellina. Chissà se un giorno il mio sogno si avvererà.

Il sogno ALESSANDRO CINQUE IV
Questa notte ho sognato di diventare un grande maestro di scherma, battere tutti gli avversari e partecipare alle Olimpiadi e vincere il medaglia’oro.
Ma cominciamo dall'inizio. Ieri ho fatto la mia prima lezione di scherma e ci
hanno insegnato le tre discipline ma non abbiamo usato ancora le spade, però
abbiamo visto l'attrezzatura e le spade erano fatte di plastica però questa
notte usavo quelle di ferro e ho combattuto contro un russo che sembrava
imbattibile, ma ce l'ho fatta e ho vinto la medaglia d'oro.

Il mio sogno SORRENTINO GRAZIA IV C
Mi presento, sono Grazia e vi voglio raccontare un mio sogno. Ero a casa di mia nonna, stavamo giocando col robot di mio cugino. Mia nonna essendo poco tecnologica, per errore lo aveva comprato da dei truffatori che avevano messo un microchip nel robot. Così ci avevano seguito fino a casa e ci avevano circondato. Noi chiudemmo le porte e tutte le aperture esistenti nella casa della nonna col lucchetto. Impauriti, non mettemmo neanche il mignolo fuori dalla finestra perché c’era il rischio di essere sparati con la mitraglietta. Mio fratello, molto attrezzato, impugnò il suo fucile a piombini e li sparò a tutti. Il problema, era che i piombini erano efficaci solo per qualche secondo; dopodiché i colpiti erano più vivi di prima. Giuseppe, mio fratello, emozionatissimo disse: -E’ il momento dei super piombini di ferro! Così caricò il fucile e pam pam pam fece fuori tutti contemporaneamente! Del seguito non so nulla perché era ora di svegliarsi per andare a scuola! Alla prossima!

Il mio sogno. LUIGI CINQUE IV C
Io vi voglio raccontare il mio sogno, ieri ho sognato di essere in un mondo fatto di cioccolato: i palazzi fatti di crema pasticciera, l’erba era fatta di pasta frolla, il cielo e le nuvole erano di glassa color azzurro e color bianco, le strade erano fatte di cioccolata fondente mentre il tronco degli alberi era di cioccolata, le foglie erano fatte di pasta colorata e i frutti erano di budino. Le montagne erano di cacao amaro mischiato al latte e la neve era di panna montata; i laghi, i fiumi e i mari erano di gelatina, la sabbia era di cannella. Le case e le finestre erano di wafer, i tavoli cerchioni erano di crepes al cioccolato e le sedie erano di crema Inglese al caffè e anche le persone erano de biscotti. Poi purtroppo mi sono svegliato di soprassalto con un gran mal di pancia. Chissà!! LUIGI CINQUE IV C

Il mio sogno CATERINA SOLIMENE IVC
Mi chiamo Caterina e il mio sogno è che tutti i bambini stiano bene specie quelli poveri e quelli malati.
Vorrei che non ci fossero le guerre perché muoiono tante persone. Mi piacerebbe aiutare tutte le persone del Mondo. Spesso i vestiti che non indosso più li portiamo alla Caritas, Se dovessi scegliere tra fare un viaggio oppure aiutare i poveri, preferirei donare qualcosa ai poveri, lo so che è assurdo, ma vi giuro che è proprio così. Infatti, il mio sogno è aiutare tutte le persone che si trovano in difficoltà.

Il mio sogno PRISCO MARIA IV C
Il mio sogno è quello di volare in un limpido cielo azzurro. Durante un volo avvistai un castello gigantesco dove abitava un principe Jostine. Appena mi vide mi invitò nel suo castello dove c’era un giardino peno di rase e gigli. Lo portai a visitare il mio paese “Luna Piena”. Gli feci conoscere tutti gli abitanti del villaggio ma soprattutto i miei genitori Fiorinda e Antonio e la mia sorella maggiore Carmen. Quando tornai insieme a Jastine nel suo regno incantato trovammo uno stregone Lairus, un maestro in magia nera, che fece un incantesimo trasformando il mio Jastine in un ranocchio. Ero disperata quando….arrivò una fata che mi disse che se volevo spezzare l’incantesimo dovevo cercare una pietra lucente. Passarono mesi e mesi di ricerche ma alla fine tornai vittoriosa al castello e spezzai l’incantesimo. Ci sposammo e vivemmo felici e contenti nel regno di Luna Piena.
Io vorrei tanto tornare a vedere Milano perché lì mi divertivo molto e qualche notte sogno di ritornarci.
Il mio papà ha vissuto a Milano per molti anni ed io andavo a trovarlo spesso, lui mi faceva trovare la casa piena di regali ed io ero proprio felice.
Con mia sorella giocavamo nel parco sotto casa, un parco pieno di giostre, con centro un laghetto con i cigni e le anatre seguite dalla fila dei loro figlioletti anatroccoli. D’inverno era tutto pieno di neve e mi sembrava di stare nella foresta incantata.
Quando si andava in centro mi sembrava di essere a New York e quando tornavo a Vico avevo tante cose da raccontare. Sì, il mio sogno è rivedere Milano.
Il mio sogno ALESSANDRA CICALESE IV D
Mi chiamo Alessandra e vorrei parlarvi del mio più grande sogno. Il mio sogno è avere un cane con cui giocare, andare a spasso nei giardinetti, dargli da mangiare, bere, fargli il bagno...
Questo cagnolino lo desidero tanto perché quando sono sola lui potrebbe farmi compagnia. Vorrei fosse una femmina, infatti, la chiamerei Lilli.
Desidererei tanto che mi saltasse addosso per giocare insieme. Le farei il bagnetto, le comprerei una bellissima cuccia e le crocchette. Questo sogno è cresciuto vedendo un programma televisivo: "Missione Cuccioli", dove tanti bimbi come me pregano i genitori di prendere un cane. Spero che il mio sogno possa realizzarsi e ricevere il cucciolo che ho sempre desiderato.
Il mio sogno reale. VITTORIA SOMMA IV D
Io ho sognato che al mio compleanno mi hanno regalato una bici dei pastelli e abbiamo giocato a nascondino poi abbiamo mangiato le patatine ecc. Poi ho sognato di andare bene a scuola, di leggere, di fare bene i compiti e di non fare arrabbiare mamma e papà. Da grande voglio fare la parrucchiera, voglio stare con i miei amici e scherzare con loro. Ho sognato una cosa davvero bella. Ho sognato di avere un foglio e una matita, con una gomma e quando disegnavo una cosa, diventava realtà. Potevo disegnare tutto quello che volevo. E ho disegnato soprattutto tanti amici con cui giocare tutti i giorni e divertirmi tanto. Ho sognato di fare un disegno tanto bello, colorato e con tanti cuori, su un foglio tanto grande dove potevo disegnare e colorare quanto volevo. Ho disegnato una casa piena di fiori, tutta profumata e rosa, come i confetti di quando qualcuno fa la comunione o si sposa. Ho disegnato tante cose che adesso non me le ricordo più. Tanti sogni tutti messi insieme. Ho sognato di vivere in un parco giochi tanto grande, con tantissime giostre e di vivere li. Ho sognato di avere un castello grandissimo dove ci sta un Mc Donald dove mangiare sempre perché mi piace tanto. Di avere un letto grandissimo con tanti pupazzi tutti diversi, tutti bellissimi da coccolare mentre dormo. Ho sognato di stare con la mia amica, Vittoria. Di stare tutti i giorni con lei e vivere, mangiare, dormire con lei come due sorelline. Ho sognato tante, tante cose però poi alla fine mi sono svegliata nel mio letto caldo... Un po' triste perché il sogno era finito.
Il mio sogno FRANCESCA DI PALMA IV D
Quest'anno sono riuscita ad esaudire uno dei miei desideri, andare ad imparare la ginnastica artistica. Mi immagino al centro di una pista esibirmi con il nastro, danzare come una farfalla, maneggiare la palla da ginnasta con la leggerezza di un fiore. Sto imparando piano piano a fare i movimenti delle ginnaste, a volte quando le vedo in televisione danzare, perché per me quei movimenti che loro fanno sono proprio di danza, sogno di essere lì in mezzo a loro. A volte a casa indosso il mio body e con un nastro improvviso balletti, ripeto i movimenti che vedo fare e chissà un giorno anche io piena di lustrini nel mio body colorato mi esibirò nella "mia ginnastica artistica".
Il mio sogno più bello... RICHIELLO ROBERTO IV
Il mio sogno più bello, che desidero tanto realizzare, è andare in crociera con mamma, papà e la mia sorellina. Mi piacerebbe perché si può guardare tutto il mare e se si è fortunati puoi vedere i delfini che saltano tra le onde del mare.
Si possono visitare posti lontani, anzi, lontanissimi senza stressarsi per il viaggio perché c'è il capitano che guida sempre lui. Quando è notte ci si riposa, ma la nave continua a navigare fino al mattino. Al tuo risveglio ti ritrovi in posti diversi. Sulla nave è tutto molto bello, ci sono le piscine e ognuno ha una cabina tutta per sé.
Mi piacerebbe andare in Tunisia perché mia nonna che c'è stata mi ha raccontato che il mare è bellissimo, cristallino, e con tante specie di pesci che dove viviamo noi non esistono. Poi mi piacerebbe andare in Egitto per poter andare su un cammello. Mi piacerebbe anche viaggiare nel mare della Liguria per visitare l'acquario di Genova.
Sulla nave si possono mangiare tanti piatti prelibati, cucinati dagli chef; tutti sono gentili con i turisti e lavorano per te!
L’anno prossimo quando la mia sorellina sarà un po' più grande papà mi ha promesso che ci porterà in crociera e sono sicuro che sarà la vacanza più bella della mia vita.
IL MIO SOGNO VANACORE ARIANNA IV D
Il mio sogno più grande è quello di essere brava a scuola e di essere molto ricca per aiutare le persone povere. Costruirei nei loro paesi tante case, scuole e ospedali così non morirebbero più i bambini.
Se avessi così tanti soldi, aiuterei anche i cani e i gatti abbandonati.
Costruirei un canile enorme con tantissimo spazio per far correre e giocarci cani e anche un “gattile” dove metterei tutti i gatti così non finirebbero sotto le macchine. E dopo aver aiutato tutti, penserei anche a me. Con gli ultimi soldi rimasti, costruirei un palazzo grande per tutta la mia famiglia, con un piano solo per me e i miei giocattoli, un giardino con piscina e tanto spazio per giocare con i miei amici.
Il mio sogno VITTORIA GIRAUD BALDI IV C
Sono Vittoria e il mio sogno più grande è di avere una casa grande e un fratellino o una sorellina.
Parecchie volte sogno ad occhi aperti e immagino, sarebbe proprio bello. La cosa che mi rattrista
È che quasi tutti lo hanno, sono l’unica a non aver nessuno con cui giocare a casa. Lo chiedo
Anche a mamma ma lei cambia discorso, però sono lo stesso contenta perché la mia amica Maria è come una sorellina ed ho un sacco di amiche che mi vogliono bene, anche mia cugina è una sorella maggiore per me ma io continuo a dire alla mia mamma che voglio una sorellina. Chissà se un giorno il mio sogno si avvererà.
Il sogno ALESSANDRO CINQUE IV
Questa notte ho sognato di diventare un grande maestro di scherma, battere tutti gli avversari e partecipare alle Olimpiadi e vincere il medaglia’oro.
Ma cominciamo dall'inizio. Ieri ho fatto la mia prima lezione di scherma e ci
hanno insegnato le tre discipline ma non abbiamo usato ancora le spade, però
abbiamo visto l'attrezzatura e le spade erano fatte di plastica però questa
notte usavo quelle di ferro e ho combattuto contro un russo che sembrava
imbattibile, ma ce l'ho fatta e ho vinto la medaglia d'oro.
Il mio sogno SORRENTINO GRAZIA IV C
Mi presento, sono Grazia e vi voglio raccontare un mio sogno. Ero a casa di mia nonna, stavamo giocando col robot di mio cugino. Mia nonna essendo poco tecnologica, per errore lo aveva comprato da dei truffatori che avevano messo un microchip nel robot. Così ci avevano seguito fino a casa e ci avevano circondato. Noi chiudemmo le porte e tutte le aperture esistenti nella casa della nonna col lucchetto. Impauriti, non mettemmo neanche il mignolo fuori dalla finestra perché c’era il rischio di essere sparati con la mitraglietta. Mio fratello, molto attrezzato, impugnò il suo fucile a piombini e li sparò a tutti. Il problema, era che i piombini erano efficaci solo per qualche secondo; dopodiché i colpiti erano più vivi di prima. Giuseppe, mio fratello, emozionatissimo disse: -E’ il momento dei super piombini di ferro! Così caricò il fucile e pam pam pam fece fuori tutti contemporaneamente! Del seguito non so nulla perché era ora di svegliarsi per andare a scuola! Alla prossima!
Il mio sogno. LUIGI CINQUE IV C
Io vi voglio raccontare il mio sogno, ieri ho sognato di essere in un mondo fatto di cioccolato: i palazzi fatti di crema pasticciera, l’erba era fatta di pasta frolla, il cielo e le nuvole erano di glassa color azzurro e color bianco, le strade erano fatte di cioccolata fondente mentre il tronco degli alberi era di cioccolata, le foglie erano fatte di pasta colorata e i frutti erano di budino. Le montagne erano di cacao amaro mischiato al latte e la neve era di panna montata; i laghi, i fiumi e i mari erano di gelatina, la sabbia era di cannella. Le case e le finestre erano di wafer, i tavoli cerchioni erano di crepes al cioccolato e le sedie erano di crema Inglese al caffè e anche le persone erano de biscotti. Poi purtroppo mi sono svegliato di soprassalto con un gran mal di pancia. Chissà!! LUIGI CINQUE IV C
Il mio sogno CATERINA SOLIMENE IVC
Mi chiamo Caterina e il mio sogno è che tutti i bambini stiano bene specie quelli poveri e quelli malati.
Vorrei che non ci fossero le guerre perché muoiono tante persone. Mi piacerebbe aiutare tutte le persone del Mondo. Spesso i vestiti che non indosso più li portiamo alla Caritas, Se dovessi scegliere tra fare un viaggio oppure aiutare i poveri, preferirei donare qualcosa ai poveri, lo so che è assurdo, ma vi giuro che è proprio così. Infatti, il mio sogno è aiutare tutte le persone che si trovano in difficoltà.
Il mio sogno PRISCO MARIA IV C
Il mio sogno è quello di volare in un limpido cielo azzurro. Durante un volo avvistai un castello gigantesco dove abitava un principe Jostine. Appena mi vide mi invitò nel suo castello dove c’era un giardino peno di rase e gigli. Lo portai a visitare il mio paese “Luna Piena”. Gli feci conoscere tutti gli abitanti del villaggio ma soprattutto i miei genitori Fiorinda e Antonio e la mia sorella maggiore Carmen. Quando tornai insieme a Jastine nel suo regno incantato trovammo uno stregone Lairus, un maestro in magia nera, che fece un incantesimo trasformando il mio Jastine in un ranocchio. Ero disperata quando….arrivò una fata che mi disse che se volevo spezzare l’incantesimo dovevo cercare una pietra lucente. Passarono mesi e mesi di ricerche ma alla fine tornai vittoriosa al castello e spezzai l’incantesimo. Ci sposammo e vivemmo felici e contenti nel regno di Luna Piena.
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